Dentro le mura di un antico palazzo, si muovono personaggi eccentrici, invitati alla tavola di una stravagante Contessa. A muovere le fila di cene dai risvolti macabri e inquietanti, tale Ugolino, teatrante dal cappello da giullare, capace di impersonificare ogni eccesso. A far da cornice, un portinaio sospettoso, in cerca di redenzione, e una cameriera impicciona, in cerca di guai. Presto o tardi, ognuno dovrà scendere a patti con la morale di vassoi da portata di carne. Nuda. Cruda. Per cibarsene, servirà la scaltrezza di menti capaci di affilare il coltello dell’intelletto. La prova più dura non sarà mangiare, ma lasciarsi mangiare. Una vorticosa discesa nella perversione. Una vertiginosa risalita verso la purificazione. “La cena degli onesti” si avvale del valore aggiunto di “Racconti senza l’oste”. Realizzati nei laboratori di scrittura di Lacalamita, sono storie profonde e visionarie, che seguono il filone narrativo del romanzo.

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